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Le rivelazioni choc del broker inglese e la Rivoluzione islandese!.wmv

Il trader inglese Alessio Rastani ha rilasciato un'intervista choc: "Proteggete i vostri beni, perché nel giro di 12 mesi milioni di persone vedranno i propri risparmi andare in fumo". E i piani di salvataggio di cui si parla? "I governi non governano il mondo. Goldman Sachs governa il mondo" "Noi siamo dei broker, non ci interessa molto come sistemare l'economia mondiale né come aggiustare l'intera situazione. Il nostro lavoro è solo farci soldi sopra". E ancora: "Personalmente era da tre anni che sognavo un momento come questo. Ho una confessione da fare: io vado a letto ogni sera sperando in un'altra recessione". "Io voglio aiutare le persone, tutti possono fare soldi da questa crisi, non solo le élite. Quando i mercati crollano, quando l'Euro e le grandi valute crollano, se si ha un buon piano si possono fare tanti soldi". Ma se non si agisce in tempo sono guai. "Questa crisi economica è come un cancro che cresce sempre di più. Preparatevi tutti quanti. Non è più tempo di rimanere fermi ad aspettare". LA RIVOLUZIONE ISLANDESE Il popolo islandese è riuscito a far dimettere un governo al completo; sono state nazionalizzate le principali banche commerciali; i cittadini hanno deciso all'unanimità di dichiarare l'insolvenza del debito che le stesse banche avevano sottoscritto con la Gran Bretagna e con l'Olanda, forti dell'inadeguatezza della loro politica finanziaria; infine, è stata creata un'assemblea popolare per riscrivere l'intera Costituzione. Il tutto in maniera pacifica. Una vera e propria Rivoluzione contro il potere che aveva condotto l'Islanda verso il recente collasso economico. Ecco brevemente la cronologia dei fatti: 2008 -- A Settembre viene nazionalizzata la più importante banca dell'Islanda, la Glitnir Bank. La moneta crolla e la Borsa sospende tutte le attività: il paese viene dichiarato in bancarotta. 2009 -- A Gennaio le proteste dei cittadini di fronte al Parlamento provocano le dimissioni del Primo Ministro Geir Haarde e di tutto il Governo -- la Alleanza Social-Democratica (Samfylkingin) -- costringendo il Paese alle elezioni anticipate. La situazione economica resta precaria. Il Parlamento propone una legge che prevede il risanamento del debito nei confronti di Gran Bretagna e Olanda, attraverso il pagamento di 3,5 MILIARDI di Euro che avrebbe gravato su ogni famiglia islandese, mensilmente, per la durata di 15 anni e con un tasso di interesse del 5,5% 2010 -- I cittadini ritornano a occupare le piazze e chiedono a gran voce di sottoporre a Referendum il provvedimento sopracitato. 2011 -- A Febbraio il Presidente Olafur Grimsson pone il veto alla ratifica della legge e annuncia il Referendum consultivo popolare. Le votazioni si tengono a Marzo ed i NO al pagamento del debito stravincono con il 93% dei voti. Nel frattempo, il Governo ha disposto le inchieste per determinare giuridicamente le responsabilità civili e penali della crisi. Vengono emessi i primi mandati di arresto per diversi banchieri e membri dell'esecutivo. L'Interpol si incarica di ricercare e catturare i condannati: tutti i banchieri implicati abbandonano l'Islanda. In questo contesto di crisi, viene eletta un'Assemblea per redigere una Nuova Costituzione che possa incorporare le lezioni apprese durante la crisi e che sostituisca l'attuale Costituzione (basata sul modello di quella Danese). Per lo scopo, ci si rivolge direttamente al Popolo Sovrano: vengono eletti legalmente 25 cittadini, liberi da affiliazione politica, tra i 522 che si sono presentati alle votazioni. Gli unici due vincoli per la candidatura, a parte quello di essere liberi dalla tessera di qualsiasi partito, erano quelli di essere maggiorenni e di disporre delle firme di almeno 30 sostenitori. La nuova Assemblea Costituzionale inizia il suo lavoro in Febbraio e presenta un progetto chiamato Magna Carta nel quale confluiscono la maggior parte delle "linee guida" prodotte in modo consensuale nel corso delle diverse assemblee popolari che hanno avuto luogo in tutto il Paese. La Magna Carta dovrà essere sottoposta alla approvazione del Parlamento immediatamente dopo le prossime elezioni legislative che si terranno. NOI IL DEBITO NON LO PAGHIAMO! No all'Europa delle banche, noi il debito non lo paghiamo!". La campagna verrà lanciata sabato 1° ottobre 2011 con un'assemblea nazionale a Roma al teatro "Ambra Jovinelli" che intende portare questi temi dentro l'agenda politica. La proposta di non pagamento del debito pubblico italiano diverrà una campagna di massa in tutto il paese e coinvolgerà posti di lavoro, territori, istanze sociali e culturali con l'intento di rompere il ricatto e respingere le manovre imposte dai diktat della Banca Centrale Europea e di quelli che i firmatari definiscono il "governo unico della banche".


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Portavoce della BCE svergognato dal giornalista irlandese Vincent Browne

http://www.frontediliberazionedaibanchieri.it/ L'attacco capitalista sferrato contro i popoli è di una ferocia inaudita, mai registrata prima, prova ne sia che i banchieri, che evidentemente non si fidano più della servitù, sono scesi in campo con loro uomini. Si sta cercando di cancellare la democrazia così come l'abbiamo conosciuta, vedi il tentato referendum greco ed il nuovo governo italiano, il nuovo trattato europeo che, di fatto, passa la gestione del potere nelle mani dei tedeschi, il chiosare, da più parti, che serve una sola " centrale " politica per tutti gli Stati europei. Ed i popoli ? La volontà dei cittadini ? La libertà, vera, di poter scegliere il proprio destino? Secondo il nostro punto di vista è assolutamente necessario passare da una società rappresentativa ad una società partecipativa. Ad una società socialista -- termine che non ha bisogno di aggettivi qualificativi -- e per noi il socialismo è il prevalere del bene comune contro il bene privato. All'orrenda violenza capitalista dobbiamo rispondere con lotte di popolo mirate, sempre ed esclusivamente nei canoni della democrazia, dobbiamo rispondere come risposero a loro tempo Marx e Pound passando per La Rochelle. Crediamo che sia giunto il momento di aggregarci in un unico Movimento di Lotta Popolare, senza essere omologati e senza voler omologare nessuno,lo chiediamo a tutti quei gruppi e singole persone che intendono darsi da fare per raggiungere l'obiettivo di cambiare questo sistema, lo chiediamo a tutti i " delusi " dalle loro precedenti esperienze politiche, siano esse di destra o di sinistra ( non ce ne frega niente da dove vengono ), al di sopra delle loro " tendenze politiche", delle loro provenienze ambientali e culturali, delle loro stramaledette classi economiche, che cominciano finalmente a ribellarsi al clichè balordo della società capitalista. Il Movimento che intendiamo proporre non è fondato su nessuna ideologia. Consideriamo infatti le ideologie una sorta di droghe più degradanti e pericolose di quelle chimiche; astratte e neutrali costruzioni di teorici, che non hanno avuto altro scopo e risultato che quello di fornire una falsa patente di nobiltà " scientifica" alla cinica avidità dei mercanti o al complesso di inferiorità del cosiddetto proletariato. E' la società che deve cambiare. Uomini completamente condizionati dalle ideologie spareranno a zero " da ogni direzione" contro di noi, anche se la loro stessa salvezza dipende dalla nostra vittoria. Con l'intento di dare vita ad un coordinamento unico invitiamo tutti i gruppi a presenziare, con un loro rappresentante, e le singole persone alla riunione che abbiamo l'intenzione di indire a Forlì tra la fine di gennaio ed i primi 15 giorni di febbraio 2012, la data precisa la stabileremo insieme. L'ordine del giorno della riunione, per una questione di concretezza, è il seguente: 1) Dare vita al Movimento di Lotta popolare che si pone due obiettivi fondamentali: Sovranità Nazionale e Sovranità Monetaria 2) Il Movimento si dovrà dotare di un organo colleggiale del quale dovranno fare parte tutti i rappresentanti dei gruppi ed i singoli che intendano partecipare attivamente. Per facilitare la comunicazione esterna verrà nominato un portavoce e per facilitare l'organizzazione interna un coordinatore 3) Decidere quali azioni di lotta portare avanti nel breve e nel lungo periodo; azioni di lotta che, possibilmente, dovranno essere fatte in simultanea in più città possibili L'ordine del giorno, naturalmente, non è tassativo ma terrà conto di tutti i suggerimenti e/o modifiche che ci dovessero pervenire prima dell'incontro. Per le adesioni, suggerimenti e critiche ipharra.fc@alice.it Terremo tutti informati da questo blog e con messaggi personali E' ormai giunta l'ora di organizzarci per contrastare la più squallida delle dittature che stiamo subendo: quella del denaro. Attendiamo. Fronte di Liberazione dai banchieri.


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Islanda, quando il popolo sconfigge l'economia globale

Bellissimo articolo di Andrea Degl'Innocenti del 13 Luglio 2011, tratto dal giornale web IL CAMBIAMENTO, e tradotto in audio, sulla rivoluzione silenziosa islandese, L'hanno definita una 'rivoluzione silenziosa' quella che ha portato l'Islanda alla riappropriazione dei propri diritti. Sconfitti gli interessi economici di Inghilterra ed Olanda e le pressioni dell'intero sistema finanziario internazionale, gli islandesi hanno nazionalizzato le banche e avviato un processo di democrazia diretta e partecipata che ha portato a stilare una nuova Costituzione.


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